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NEWS

La disciplina dei reati tributari ancora davanti alla corte di giustizia

Corte di Giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, sent. 2 maggio 2018, causa C 574/15, proc. pen. a carico di Mauro Scialdone

Per il testo della sentenza annotata clicca qui.

1. Con la sentenza depositata lo scorso 2 maggio, la Grande Sezione della Corte di Giustizia torna a occuparsi dei rapporti fra diritto UE e diritto penale, con riferimento al settore dei reati tributari e alle potenziali ricadute sulla tutela degli interessi finanziari dell’UE di scelte di politica criminale compiute dal legislatore nazionale.

Il compenso dell’avvocato raddoppia ad ogni fase della mediazione

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero della Giustizia n. 37 dell’8 marzo 2018, che modificando il DM 55 del 2014, introduce nuovi crieri per la  determinazione del compenso dell’attività svolta dall’avvocato nel procedimento di mediazione. I compensi si calcolano sia per le mediazioni attivate volontariamente sia per quelle che devono essere esperite per soddisfare la condizione di procedibilità. Il compenso è calcolato sulla base del valore della medizione dichiarata nell’istanza, per ciascuna delle tre fasi della procedura:

La Cassazione e il furto (tentato) di una melanzana

Osservazioni a margine di Cass., Sez. V, 2.11.2017 (dep. 20.3.2018), n. 12823, Pres. Fumo, Rel. Micheli, ric. Saba

1. La sentenza che può leggersi in allegato, depositata dalla Cassazione nei giorni scorsi, annulla senza rinvio, perché il fatto non è punibile ai sensi dell’art. 131 bis c.p., la condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Lecce nei confronti di un uomo per il furto, tentato, di una melanzana prelevata da un campo.

Il lettore si chiederà: ma è mai possibile che si celebri un processo penale, articolato su tre gradi di giudizio, per il furto, per giunta tentato, di una – una sola – melanzana?  E dopo aver letto la sentenza qui allegata si domanderà ancora: ma è mai possibile che nei primi due gradi di giudizio per quella bazzecola siano state pronunciate altrettante sentenze di condanna?

Diritti degli animali: Pubblicato in Francia il primo codice

1.058 pagine rilegate in una elegante copertina blu: il Codice dell’animale (Code de l’animal)[1], questo è il risultato di un lungo e accurato lavoro condotto da esperti francesi di diritto “animale” guidati da Jean-Pierre Marguénaud, professore all’università di Limoges, e Jacques Leroy, dell’università di Orleans, promosso dalla Fondazione 30 Millions d’Amis[2].
Codice privato, unicum al mondo
Il nome Codice non deve trarre in inganno, perché con il Codice dell’animale, pubblicato in Francia lo scorso 23 marzo, non ci troviamo davanti a un atto normativo frutto dell’attività legislativa del Parlamento, bensì a un’opera di riordino di natura privata.
Un importante lavoro di raccolta e collezione di quanto finora disseminato in sette differenti Codici[3] (questi sì, testi di legge), nonché delle numerose ulteriori fonti francesi, europee e internazionali concernenti gli animali da compagnia, gli animali da allevamento e gli animali selvatici e le loro relazioni con gli esseri umani, nonché una nutrita selezione di significativi pronunciamenti giurisprudenziali in merito.

Cassazione sulla Idoneità a Testimoniare Minori

3.4. È opportuno ricordare che la valutazione circa l’attendibilità della persona offesa-teste, al pari di quella relativa all’ attendibilità del teste in genere, si connota quale giudizio di tipo fattuale, ossia di merito, in quanto attiene al modo di essere della persona escussa. La valutazione del contenuto della dichiarazione del minore – parte offesa in materia di reati sessuali- in considerazione delle complesse implicazioni che la materia stessa comporta, deve contenere un esame dell’attitudine psicofisica del teste ad esporre le vicende in modo utile ed esatto, e della sua posizione psicologica rispetto al contesto delle situazioni interne ed esterne. Tale considerazione non può che estendersi anche alla valutazione delle dichiarazioni del minore che venga ascoltato quale teste e le cui dichiarazioni vengano valutate quale elemento di riscontro esterno.

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